Regolamento Consob, dal 3 gennaio via all’equity crowdfunding

La Consob, con il regolamento del 3 gennaio, ha dato il via ufficiale all’equity crowdfunding autorizzato: sarà possibile per le PMI Italiane raccogliere fondi tramite le 22 piattaforme autorizzate e regolate in Italia. Per micro, piccole e medie imprese sarà necessario presentare il target, la tipologia di quote e il business plan. Ma cos’è esattamente l’equity crowdfunding? Possiamo considerarla un’evoluzione del crowdfunding tradizionale (ovvero raccolta di fondi online), che permette a una società di incassare finanziamenti tramite portali autorizzati. Gli investitori che contribuiscono alla raccolta ottengono un titolo di partecipazione all’azienda, accedendo a tutti i diritti patrimoniali e amministrativi che ne conseguono. Mediamente, in Italia, si assegna una quota di capitale pari al 15%.

Le modifiche apportate consentono di estendere la possibilità di avvalersi dei portali on-line per la raccolta di capitale di rischio. Con il nuovo regolamento, inoltre, cambiano gli obblighi di sottoscrizione da parte di investitori qualificati, viene rafforzata la disciplina a presidio dei conflitti d’interesse ed aumenta il livello delle tutele previste per gli investitori. L’estensione alle PMI (prima era riservato solo a startup e piccole/micro imprese) dovrebbe dare una spinta decisiva a questo modello già presente negli Stati Uniti da anni e capace di dare una spinta importante alle PMI, vero fulcro dell’economia Italiana.

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