Sfruttiamo la fase ascendente del nostro mercato

I dati sono chiari: i dividendi per le società a maggiore capitalizzazione di piazza affari superano i 42 miliardi. In gergo tecnico si parla di “blue chip”, termine coniato negli Stati Uniti, e preso in prestito dal gioco d’azzardo, con cui si indicano proprio le azioni di società di maggior valore; in particolare sono blue chip non le azioni più costose, ma le azioni di aziende di grandi dimensioni che hanno una certa stabilità e, soprattutto, una tradizione consolidata di distribuzione e crescita dei dividendi. I risultati attuali non si vedevano dal lontano 2007, ossia prima della grande crisi iniziata nel 2008. A tutto ciò dobbiamo aggiungere che dal gennaio 2017 piazza affari ha mostrato un incremento del + 16%, un risultato estremamente positivo rispetto al resto d’Europa.

In questo momento, al di là dello stallo politico, credo che il mercato italiano sia sicuramente in gran forma, anche grazie al risanamento del sistema bancario che pare essere ormai in dirittura d’arrivo, o quanto meno pare essersi lasciato alle spalle il peggio. Se si riuscisse ad arrivare alla formazione di un governo capace di proseguire nelle riforme tanto attese a livello europeo non si potrebbe che proseguire il nostro percorso positivo. In tutto questo contesto ritengo che all’interno dei nostri portafogli un PIR (Piano Individuale di Risparmio: forme di investimento a medio termine riservate alle persone fisiche, già presenti con successo e da tempo all’estero) non possa mancare, ma sia al contrario strategico, oltre che fiscalmente molto agevolato (no tax sulle plusvalenze).

A fronte di tale scenario occorre puntare sul nostro meraviglioso paese e sullo sviluppo delle piccole e medie aziende che hanno voglia di crescere.

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