Big data nel settore sanitario: una svolta per la prevenzione

In questi giorni a Milano è in svolgimento il “Salone del Risparmio”, l’appuntamento annuale di Assogestioni (Associazione italiana del risparmio gestito), cui ho avuto modo di partecipare e dal quale mi è parso di evincere che, al di là dei temi legati alla nuova globalizzazione, il focus sia incentrato sulla tecnologia, in tutte le sue svariate accezioni, e su come questa andrà a modificare il nostro stile di vita nei prossimi anni.

Ho partecipato in particolare ad una conferenza sul tema dei “big data” (termine adoperato per descrivere l’insieme delle tecnologie e metodologie di analisi di dati massivi, ovvero la capacità di estrapolare, analizzare e mettere in relazione un’enorme mole di dati eterogenei per scoprire i legami tra fenomeni diversi e prevedere quelli futuri) e sulla loro applicazione nella medicina: in base a tutta una serie di informazioni saremo in grado di individuare le probabilità che una persona si ammali di una determinata malattia genetica, così da riuscire – in maniera quasi sartoriale – ad attivarci nella prevenzione della stessa, con notevoli risparmi per il sistema sanitario. Recente è la notizia secondo cui è possibile diagnosticare con dieci anni di anticipo l’insorgenza dell’Alzheimer utilizzando degli algoritmi di intelligenza artificiale.

La prospettiva non è però così rosea come potrebbe apparire, bisogna infatti considerare anche il rovescio della medaglia di una situazione di questo genere: a titolo esemplificativo, un datore di lavoro messo a conoscenza del fatto che una persona su cui deve investire ha una grossa probabilità di contrarre un cancro maligno investirebbe ancora in quel lavoratore? come si comporterebbero le assicurazioni sanitarie? Insomma, conoscere le prospettive di salute future in maniera dettagliata potrebbe portare a delle sperequazioni non indifferenti.

Al dì la di alcuni effetti collaterali credo comunque che i big data e il loro sviluppo possano principalmente migliorare la vita delle persone, ma a tal fine bisognerà essere in grado di creare un contesto normativo adatto e capace di mutare velocemente all’occorrenza.

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