Obiettivi di vita, obiettivi da assicurare

In una recente ricerca (fonte Blackrock Global Investor Pulse 2017) è stato chiesto alle persone perché detengono liquidità sul C/c e queste sono state le risposte:

  • 13% Risparmio a lungo termine
  • 10% Opportunità di investimento
  • 27% Spese mensili
  • 26% Spese future ed emergenze
  • 24% Nessuno scopo

Il dato che ne emerge è la mancanza di visione di lungo termine che al contrario, come ho cercato di analizzare nel mio ultimo post, risulta essere elemento fondamentale per poter delineare una buona pianificazione finanziaria; bisognerebbe infatti immaginarsi nel tempo definendo così i propri obbiettivi di investimento e di vita.

Per poter uscire da quella che gli economisti definiscono trappola della liquidità (soldi sul conto erosi inevitabilmente dall’inflazione) bisogna cominciare a definire i propri obbiettivi. Pensiamo a titolo esemplificativo ai nostri figli: gli obiettivi in questo caso riguardano le loro possibilità di studio, di aiuto fino alla piena autonomia, eventualmente di prestito o regalo per l’acquisto della casa e ancora di equa distribuzione dell’eredità. Pensiamo ancora alla nostra salute, qui l’obiettivo principale concerne il sostenimento delle spese per le cure necessarie in caso di malattie o infortuni.

Partendo dunque dal presupposto che una famiglia risparmia per realizzare i propri progetti e per garantirsi una serena vecchiaia, bisogna decidere se destinare una parte dei risparmi per eventuali imprevisti (malattie, infortuni, responsabilità civile ecc.) e quindi autoassicurarsi, o trasferire il rischio di impatto patrimoniale a una compagnia di assicurazione, ovvero assicurarsi.

Per autoassicurarmi devo essere in possesso di ingenti somme di denaro, ciò in quanto, richiamando l’esempio sopra citato, se dovessi subire un grave infortunio/malattia dovrei avere considerevoli risorse da destinare alle cure e all’eventuale mancanza di reddito da lavoro negli anni successivi, il che rappresenta evidentemente una possibilità per pochi. Optando per la seconda soluzione si riuscirebbe con poche centinaia di euro a trasferire il rischio ad una compagnia di assicurazione, che in caso di evento grave libererebbe ingenti somme, sì da evitare di intaccare il nostro patrimonio e la pianificazione finanziaria dell’intera famiglia.

Ritengo pertanto che una buona pianificazione non possa prescindere da un’attenta analisi dei rischi propri e della propria famiglia.

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