I paesi in via di sviluppo staccano l’Europa nella corsa alla crescita

Ho già avuto modo di sottolineare come la situazione attuale del mercato sia alquanto particolare; ci troviamo infatti in un momento di crescita sincrona del mondo, ma mentre gli Stati Uniti vivono una fase del ciclo ormai matura e l’Europa, che avrebbe margine di recupero, continua ad avvitarsi su sé stessa, abbiamo un’altra area del mondo, i c.d. paesi emergenti, che attraversano un periodo molto diverso. Sovente si sente parlare di “BRICS”, ovvero i cinque paesi (Brasile, Russia, Indonesia, India, Cina) che hanno vissuto una fase rapidissima di crescita, ma molti altri si stanno pian piano affacciando all’orizzonte.

Questi ultimi vivono una fase del ciclo espansiva, ove le valutazioni si mostrano con un buon premio al rischio e persino le obbligazioni riescono a produrre interessanti risultati. Pensate che molti leader di mercato sono oggi ancora sconosciuti; nel campo degli elettrodomestici ad esempio Whirlpool ha una capitalizzazione cinque volte inferiore rispetto a Midea, una società cinese specializzata in elettrodomestici ma per noi sconosciuta. O ancora nell’ambito della “digital disruption” (“rottura digitale”) veicolata dall’e-commerce il raffronto tra Amazon e Alibaba si palesa impietoso: mentre Amazon fa risultati per i nostri mercati eccezionali con il Prime Day, Alibaba con un’iniziativa simile, ottiene dieci volte tanto in un’ora.

Gli esempi sopra riportati mostrano come grandi aziende operanti nello stesso settore di mercato, ma appartenenti ad aree geografiche differenti, conseguono risultati assai diversi, o quantomeno con un notevole divario di tempo.  La cosiddetta “fabbrica del mondo” viaggia a velocità supersonica e per certi versi ci ha già superato.

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