I rischi insiti nel mercato obbligazionario

L’investimento obbligazionario rappresenta da sempre per gli italiani lo zoccolo duro della gestione dei nostri patrimoni, e ciò per molteplici ragioni:

1) la nostra storia, per 60 anni il nostro investimento principale sono stati i Bot e Btp,

2) la tendenziale avversione al rischio, mediamente il portafoglio degli italiani è composto del 70/80% da obbligazioni e per il restante 20/30% di azioni,

3) mancanza di una vera programmazione di portafoglio per obbiettivi,

4) difficoltà di rimanere fedeli agli orizzonti stabiliti in base alla tipologia di investimento/obbiettivo.

Premesso ciò, vorrei tornare sull’investimento per eccellenza degli italiani: il Btp (buoni del tesoro poliennali). In questi giorni il corso dei Btp sta subendo un momento di estrema volatilità, dovuto soprattutto all’innalzamento dello spread, attualmente più elevato rispetto ai molti momenti di volatilità del mercato azionario. Normalmente si ricorre ad un Btp per non rischiare, mettendo in sicurezza il proprio investimento, quando al contrario nella realtà si va incontro ad oscillazioni del 10/15% in pochi giorni; vi sono interi patrimoni gestiti in Btp con i quali si pensa di preservarsi, mentre invero il capitale varia più che in un mercato azionario. A tal proposito, con lo schemino in allegato vorrei far capire quali sono i pericoli dell’allargamento dello spread e del rischio paese.

Per evitare di cadere in una situazione del genere è come sempre essenziale una buona diversificazione, supportata dall’aiuto di un buon gestore che permetta di evitare drammatici tonfi di portafoglio.

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