Considerazioni generali sul ciclo economico attuale

Come preannunciato, mi trovo in questi giorni a partecipare ad un percorso di formazione durante il quale ho già avuto modo di confrontarmi con i gestori sulle tematiche più importanti relative in particolare all’innovazione tecnologica e ai suoi effetti nelle nostre vite. Da questi dibattiti ho raccolto alcune considerazioni: siamo nel secondo ciclo più lungo della storia, ovvero 107 mesi, considerato che il primo durò 120 mesi (1991 -2001). Intuitivamente ci verrebbe da valutare il ciclo come ormai maturo, e sicuramente è così, ma con alcune differenze rispetto a un normale ciclo economico, infatti, come già analizzato altre volte, è stato alterato dal QE (Quantitative Easing) delle Banche centrali, prima Fed e poi Bce.

Siamo alla fine del ciclo? Ad avviso di buona parte dei gestori, ed è una posizione che condivido, siamo in una fase matura soprattutto per gli Stati Uniti, ma l’Europa, e soprattutto i Paesi emergenti, hanno ancora molto spazio di evoluzione, e in tale prospettiva occorrerà essere molto più selettivi nelle scelte di portafoglio, prediligendo la qualità dell’azionario e di conseguenza la qualità del gestore.

Per quanto riguarda la costruzione dei portafogli si rammentano i soliti aspetti fondamentali: la diversificazione, la decorrelazione e un orizzonte temporale ben chiaro per il cliente. Quest’ultimo aspetto è in particolare fondamentale in un nuovo contesto che si avvia verso una normalizzazione, ossia verso il termine del QE e verso l’aumento della volatilità, fino al raggiungimento di un livello definibile normale che garantirà delle ottime finestre di opportunità per le gestioni attive di qualità, soprattutto per chi ha sposato il PAC azionario quale strumento di investimento a lungo termine.

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