Evitare errori e trovare le strade finanziarie più sicure

In questi giorni di volatilità sui mercati diventa sempre più importante il rapporto che abbiamo con le nostre emozioni, con riguardo in particolare agli effetti negativi che queste possono avere sulle nostre scelte di investimento, e quindi sui nostri risparmi.

Talvolta infatti il comportamento finanziario degli individui non risponde a requisiti di razionalità: le persone spesso non considerano la scelta finanziaria come parte integrante del processo di pianificazione del proprio futuro economico, ma guardano agli investimenti finanziari come a una sfera sconnessa dal resto della propria vita economica. La teoria finanziaria ha studiato queste dinamiche, definendole in maniera generale come “bias comportamentali”, ovvero degli errori, tanto emotivi quanto cognitivi, basati sul modo di ragionare e su false convinzioni.

Tanto per fare un esempio la percezione che i BTP siano l’investimento sicuro per eccellenza e senza rischi: la storia di questi giorni ha dimostrato l’esatto contrario.

Quali possono essere delle possibili strade per evitare di incorrere in errore a causa di questi bias?

1) Investire tramite PAC: in questo modo stabilendo un automatismo (ad esempio un PAC mensile) si evita di fare delle scelte sbagliate e si entra nel mercato in maniera graduale, indipendentemente da ciò che accade sui mercati, garantendosi una riduzione della volatilità e la possibilità di trarre profitto nel lungo termine sia dalle fasi di crescita che di storno dei mercati, dunque indipendentemente dalla fase del ciclo.

2) affidarsi al proprio consulente per evitare errori durante il percorso o ricadute verso bias emotivi o cognitivi.

Ritengo dunque che in un contesto di normalizzazione dei mercati, con la fine del Quantitative Easing e il conseguente aumento della volatilità, le opportunità siano ancora molte, ma il consiglio è appunto quello di agire mediante un approccio graduale e automatico, in una prospettiva di lungo periodo, o per obbiettivi (pianificazione), studiata con il proprio consulente.

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