Sfruttare con attenzione gli strumenti finanziari come gli ETF (Exchange Traded Fund)

In epoca di Mifid2 si sta facendo una guerra sui costi dei prodotti finanziari. Mifid 2 è il nome della Direttiva europea che dal gennaio di quest’anno disciplina i servizi di investimento con l’obiettivo di tutelare maggiormente gli investitori.

In questo contesto la parte dei leoni la stanno facendo gli ETF (Exchange Traded Fund), strumenti capaci di replicare gli indici cui si riferiscono (benchmark) attraverso una gestione totalmente passiva, a costi minimi ed in alcuni casi addirittura nulli. Insomma, per molti investitori questi prodotti sono la soluzione per ridurre i costi di gestione dei portafogli e per guadagnare di più. Ma ad onore del vero bisogna fare molto attenzione a questi prodotti, o meglio bisogna maneggiarli con cautela e preferibilmente con l’aiuto di un consulente finanziario.

Avere un prodotto passivo significa avere nel proprio portafoglio uno strumento che, in caso di crollo di un indice determina una ingente perdita, e in caso contrario di crescita acquisisce un notevole guadagno. Più volte ho spiegato l’importanza di una gestione attiva capace di attenuare grazie i picchi dei mercati e magari sfruttare in maniera più efficace le opportunità create dai mercati stessi.

E allora meglio attivi o passivi? Dipende dal contesto di mercato, sicuramente in questo contesto di grande incertezza essere attivi è un plus di portafoglio insostituibile. Ciò non toglie che nell’ottica della diversificazione di portafoglio gli ETF possano essere strumenti utili e capaci di dare valore aggiunto.

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