L’educazione finanziaria è ormai una necessità

Al di là delle considerazioni politiche ritengo fondamentale compiere un’incursione nell’educazione finanziaria della popolazione: l’argomento non è ormai più procrastinabile!

Siamo purtroppo dietro Togo e Zambia, al 63° posto nel mondo; da noi la cultura finanziaria continua ad essere snobbata da Scuola e Stato, ma avere cultura finanziaria vuol dire iniziare a gestire meglio i propri soldi, così da evitare spiacevoli contingenze con istituti bancari e non.

A tale proposito, stanno per essere avviate in questi giorni alcune iniziative, tra cui il mese dell’educazione finanziaria, e una serie di progetti per la preparazione in primis dei docenti, e in secondo luogo per gli studenti. Tra le varie iniziative ad esempio il programma Teens: un pacchetto didattico per le scuole secondarie di II grado con cui si introducono le nozioni basilari per una reale conoscenza delle regole economiche, preparando i ragazzi per integrarsi e partecipare attivamente alla realtà sociale, culturale, professionale ed economica che li circonda.

Pensate che solo il 37% degli italiani si destreggia con cognizione di causa tra titoli, mercato azionario, polizze vita, fondi pensione, risparmio gestito, obbligazioni ecc. contro una media OCSE del 75%; siamo nettamente all’ultimo posto tra i paesi del G7. Se incrociamo questi dati con gli investimenti in cultura fatti dall’Italia rispetto al resto d’Europa ci rendiamo conto della situazione.

In questo contesto credo che un rapporto consolidato con il proprio consulente finanziario consentirebbe di evitare errori che in alcuni casi si potrebbero rivelare drammatici. Buona consulenza a tutti!

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