Certificati: ecco come funzionano

Sempre più spesso si sente parlare di “certificati”, ma cosa sono e – soprattutto – come funzionano?

I certificati sono strumenti finanziari che si caratterizzano per un’ampia varietà di profili di rischio/rendimento e consentono pertanto di realizzare soluzioni finanziarie in linea con esigenze d’investimento diverse.

Dal punto di vista della natura giuridica, i certificati sono definiti come strumenti finanziari cartolarizzati, ovvero una combinazione di contratti finanziari incorporati in un titolo, negoziabile come un titolo azionario. Questi prodotti sono emessi da istituzioni finanziarie che si assumono l’obbligo dei pagamenti dei flussi dovuti, coerentemente con quanto contenuto nell’apposito prospetto informativo.

È soprattutto in questa fase di mercato estremamente difficile e complessa che si sviluppano sempre più tutta una serie di strumenti a capitale protetto: essi consentono infatti di puntare sul rialzo (o sul ribasso) dell’attività sottostante proteggendo il capitale investito dagli eventuali ribassi (o rialzi). Il livello di protezione è definito in fase di emissione del prodotto, in maniera tale da offrire una protezione totale del capitale investito (100%) oppure parziale (80% o meno). Ad esempio, in caso di ribasso, anche molto consistente, al di sotto della soglia di protezione, l’importo di liquidazione a scadenza non sarà comunque mai inferiore al livello di protezione medesimo. Si tratta quindi di certificati che proteggono il capitale senza escludere i guadagni derivanti dalla partecipazione alle eventuali performance positive (o negative) della sottostante attività.

Ritengo pertanto che i certificati rappresentino un ottimo strumento di diversificazione di portafoglio, potendo gli stessi dare la possibilità, con somme relativamente basse, di accedere a strumenti altrimenti inarrivabili.

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