Rischio spread solo per le banche, ma i mercati vedono ancora un’Italia instabile

A seguito delle turbolenze di questi ultimi giorni è utile, come sempre, prendere degli spunti per svolgere interessanti riflessioni.

Un primo aspetto significativo da prendere in considerazione è la preoccupazione che l’Italia sta andando incontro ad una situazione di default; “usciamo dall’euro e torniamo alla lira”, queste sono le frasi più ripetute ma anche quelle che nascondono le paure maggiori di molti italiani. Innanzi tutto, e a prescindere dalle considerazioni politiche che come sempre mi astengo dal fare, ritengo che i mercati abbiano reagito male soprattutto alla sensazione di instabilità creata da molte dichiarazioni dei rappresentanti del nostro Governo degli ultimi tempi.

Detto ciò, è evidente che si possono ignorare i mercati e soprattutto gli investitori, in quanto sono proprio questi ultimi che comprano i titoli di Stato, e se li si ignora rischiamo che prima o poi dovremo essere proprio noi a dover comprare quei titoli.

Ma, benchè lo spread abbia avuto un’impennata dannosa soprattutto per i bilanci delle nostre Banche (cariche di titoli di Stato) gli indicatori non vedono un rischio sistemico modello 2011 (spread oltre il 500). L’Italia, fortunatamente, per il diverso tessuto sociale, industriale e per la posizione assolutamente strategica dal punto di vista geografico, non può paragonarsi alla Grecia; in altre parole non può esistere Italia senza Europa e viceversa.

I nostri governanti di oggi e di domani, al di là del colore politico, dovranno riuscire a mettere insieme le sempre più evidenti disuguaglianze sociali, e soprattutto dovranno riuscire a favorire la crescita, un elemento fondamentale per i mercati e per il nostro benessere sociale ed economico. Per quanto riguarda i vostri risparmi, se avete adeguatamente diversificato, avrete subito una fase di volatilità assolutamente sopportabile.

Ovviamente sono a Vs. completa disposizione per valutare una buona diversificazione…

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