Il 2018: l’anno della collisione del ciclo monetario con quello economico e politico

Per iniziare in modo adeguato il 2019 vorrei fare il punto della situazione.

Il 2018 si è comunque chiuso con una situazione economica complessivamente buona: il mondo continua a crescere anche se c’è stato un evidente rallentamento nell’ultimo trimestre, ma ciò non toglie che il segno è “più” sulla crescita economia, mentre sui mercati il segno predominante è stato il “meno”.

Le ragioni sono riconducibili in parte al fatto che i mercati tendono ad anticipare ciò che avviene nell’economia reale e in parte all’acuirsi della guerra commerciale USA/Cina e – come se non bastasse – il programma di innalzamento programmato dei tassi che hanno operato alcune Banche centrali ha fatto il resto. Ciclo monetario, politico ed economico sono andati in collisione creando una situazione paradossale dove quasi tutte le asset class sono andate in rosso, con tanti saluti alla diversificazione.

In questo contesto, come possiamo pensare di affrontare correttamente il 2019? Sicuramente questa fase anomala di debolezza dei mercati, in un contesto di crescita economia mondiale, ha creato delle ottime opportunità sui mercati e – usando una metafora – credo che sia iniziata una fase di “saldi” sui mercati e sia quindi opportuno considerare la possibilità di entrare nuovamente nei settori con forte potenziale come i megatrend già discussi tanti volte: sanità, intelligenza artificiale, robotica. Possiamo inoltre effettuare operazioni di stock-picking, ovvero una strategia con al quale selezioniamo i titoli in modo da creare un portafoglio in cui prevalgono le attività sottostimate dal mercato (quindi con un maggiore potenziale di crescita) rispetto a quelle sovrastimate. Un’altra attività possibile, che fortemente consiglio, è l’attivazione o il rafforzamento di PAC.

Ritengo che seppure la situazione continui ad essere di estrema volatilità, il rally azionario che ci aspettavamo prima o poi arriverà e sarebbe un peccato perdere la sua efficacia.

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