Bilancia commerciale: come funziona e su cosa puntare

Sostanzialmente la bilancia commerciale rappresenta il rapporto tra importazioni ed esportazioni di merci. In particolare, essa ci dice, in senso positivo, quando le esportazioni superano le importazioni, il che determina l’entrata di capitale nello Stato; quando invece il saldo segna un valore negativo, vi è un’uscita di capitali dallo stato. Per utilizzare i termini tecnici, se il valore delle importazioni è superiore a quello delle esportazioni, parliamo di deficit (o di saldo passivo); viceversa, se il valore delle esportazioni eccede quello delle importazioni parliamo di surplus commerciale (o di saldo negativo). Se i due valori si equivalgono, abbiamo una situazione di pareggio.

Il saldo, così calcolato, della bilancia commerciale assume un’importanza significativa ai fini della definizione del tasso di cambio tra le monete: un aumento delle importazioni porta ad un aumento della domanda di valuta estera, e per ottenere valuta estera, gli importatori venderanno la moneta nazionale, il che porterà al rafforzamento del tasso di cambio della valuta estera rispetto alla moneta nazionale. Al contrario, in presenza di un aumento delle esportazioni gli esportatori scambiano i loro guadagni in valuta estera per moneta nazionale, mettendo così in moto un rafforzamento del tasso di cambio nazionale rispetto alla valuta estera.

L’export italiano: una logica di filiera

L’Italia ha forza all’estero quando sa presentare insieme la potenza dei suoi brand, ovvero l’altissima qualità delle sue lavorazioni e il valore dei suoi luoghi di produzione e coltivazione: anche nell’internazionalizzazione, così come nelle crisi di questi giorni, la strategia di filiera risulta vincente per aiuta a combattere le crisi di mercato dei vari settori.

Ciò considerato, un elemento da valorizzare ulteriormente affinché l’Italia possa portare in positivo il saldo della bilancia è dato dal c.d. Made in Italy (prodotti come il nostro cibo, vino, mobili, ecc.); nei trenta comparti di eccellenza infatti il nostro Paese detiene già ora una quota del 25,6% dell’export dell’intera Unione europea, ed in particolare le eccellenze agroalimentari italiane sono sempre più apprezzate sui mercati esteri, tanto che ancora nel 2018 l’Italia ha mantenuto il primato mondiale per numero di Indicazioni Geografiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *