Un buon avvio del primo trimestre 2019, vediamo cosa ci aspetta nei prossimi mesi

La volatilità sui mercati può considerarsi un lontano ricordo? Sembra proprio di sì, considerato che i mercati hanno abbondantemente recuperato lo storno di fine 2018 con un rally mai visto dal 1991: quasi tutte le classi di asset, fatta eccezione per la sterlina e pochi altri attivi, hanno registrato una prova da ricordare nel primo trimestre. La Borsa di Milano è stata seconda solo alla piazza di Shangai, ma bisogna ora vedere se si riuscirà a tenere questo passo, considerate anche le tante incertezze sul fronte Brexit e le divisioni in Europa. Se questo è lo stato attuale, cosa dobbiamo quindi aspettarci dai prossimi mesi?

Ebbene si prospetta sicuramente un ritorno della volatilità, anche a causa della perdurante politica americana sui dazi, che trova conferma in un recentissimo tweet di Trump proprio sui negoziati con la Cina e che, se da una parte allarma politici e mass media, dall’altra tiene spesso sul chi vive anche operatori, investitori e analisti. Sembra effettivamente che basti poco per rompere questo “equilibrio instabile”.

Accanto alla guerra commerciale in atto, contribuisce certamente ad innalzare la volatilità dei mercati anche l’incertezza circa il futuro assetto dell’Europa, in vista delle imminenti elezioni. Sulla base dei sondaggi attualmente disponibili, le elezioni europee potrebbero infatti portare a un Parlamento più frammentato e ad una crescita dei partiti euroscettici, uno scenario che nel breve termine determinerebbe un aumento della volatilità generale del mercato e contribuirebbe a spread più ampi per le obbligazioni societarie e dei paesi periferici, oltre che a tassi d’interesse più bassi sugli attivi ritenuti più sicuri (ad esempio, i Bund tedeschi).

Ma volatilità, ricordiamoci bene, non è soltanto un elemento negativo, al contrario, può offrire anche delle opportunità, soprattutto per chi utilizza un PAC rispetto al quale paradossalmente deve sperare che il mercato storni per guadagnare di più nel lungo periodo. La regola generale vuole del resto che dei prezzi volatili offrono maggiori opportunità di trading, ovvero che se le valute, come il dollaro o l’euro, iniziano improvvisamente a salire o scendere di valore in un breve lasso di tempo, si prospettano maggiori opportunità da sfruttare.

Da un punto di vista strategico e di asset allocation, in questa fase manterrei le posizioni senza aumentare la parte di portafoglio dedicata al rischio, in modo da sfruttare all’occorrenza i momenti di opportunità.

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