“Global cities”: Londra avanza nonostante le incertezze politiche

Avevamo forse già parlato in passato di Global City, ovvero un concetto di città nato per effetto della globalizzazione e della costante urbanizzazione, e che presenta una serie di caratteristiche, quali: la fama a livello internazionale, la capacità di influire su temi di importanza mondiale e di partecipare a eventi internazionali di particolare rilievo (es. Expo), avere un aeroporto che funga da hub internazionale e quindi avere un gran numero di collegamenti aerei con le grandi città del mondo, ecc.

Ebbene, Schroders aggiorna periodicamente la classifica delle prime trenta Global cities, e stupisce come Londra abbia superato Hong Kong, aggiudicandosi il secondo posto dopo Los Angeles che si conferma alla vetta, e ciò nonostante l’incertezza economica e politica nel Regno Unito. La capitale britannica si conferma quindi la città europea con il posizionamento migliore, seguita da Parigi in 17esima posizione e da una new entry, Monaco di Baviera, al 28esimo posto. Nel 2016, Londra era ottava in classifica, per poi salire al terzo posto nel 2017. La ragione per la quale Londra si mostra così resiliente è individuabile soprattutto nelle revisioni positive circa i dati sull’occupazione, i quali alimentano a loro volta la crescita del reddito, una componente chiave dell’Indice.

Non stupisce d’altro canto l’assenza dell’Italia, nonostante realtà in crescita come Milano.

Sussiste inoltre un generale ottimismo nei confronti delle prospettive future per la città londinese, che può contare su attrazioni senza eguali, dagli spazi verdi a una vibrante offerta culturale e di intrattenimento. Molte persone da tutta Europa, ma anche dal resto del mondo, continuano a voler vivere e lavorare nella capitale inglese, e ciò significa che questa città è in grado di attirare professionisti e personale altamente qualificato. Londra, così come diverse altre città realmente globali, resta pertanto al centro dell’economia mondiale nonostante le sfide legate a Brexit. L’economia di scala si conferma infatti una parte importante dell’analisi: associare la generazione di idee alla dimensione di una città è il motivo per cui alcune metropoli riescono ad aggiudicarsi costantemente buoni punteggi e ad attrarre investimenti di lungo termine in asset reali.

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