La politica monetaria delle banche centrali (2° parte)

Riprendiamo il discorso sulle banche centrali iniziato con il post precedente.

La BCE ha inoltre deciso di lasciare che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimangano invariati. La speranza è che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali o inferiori almeno fino alla a tutta la prima metà del 2020 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine. Una formula che segnala come l’istituto centrale stia preparando un taglio dei tassi per la prima volta dall’inizio del 2016; la BCE annuncia infatti il bisogno «di una politica monetaria altamente accomodante dato che i tassi di inflazione restano sotto l’obiettivo di lungo periodo».

La conseguenza è stata quella di ribadire che la BCE è disposta ad usare tutti gli strumenti a sua disposizione perché il tasso di inflazione converga in modo sostenuto verso il suo obiettivo. Draghi ha anche elencato alcuni di tali strumenti: un rafforzamento della forward guidance sui tassi, un sistema di remunerazione delle riserve delle banche presso la BCE (e quindi, par di capire, tassi ancor più negativi con le possibili conseguenze avverse sui bilanci delle banche) e persino il lancio di un nuovo programma di acquisti di titoli. Non è mancato il solito richiamo alla necessità di altre misure, come le politiche fiscali che devono essere più espansive nei Paesi con i conti in ordine.

A questo punto non resta che vedere come si evolverà la situazione nei prossimi mesi, durante i quali non può escludersi una nuova volatilità, soprattutto se si considera che l’Italia dovrà affrontare la spinosa questione della legge di Bilancio 2020 davanti ad una rinnovata Commissione Europea. Nell’autunno di quest’anno si concluderà inoltre il mandato di Mario Draghi, e subentrerà alla guida della BCE Christine Lagarde, la quale sembra invero appoggiare le decisioni del Presidente uscente, le cui intenzioni è quindi giusto che siano prese seriamente.

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