Risk on / Risk off, questo il dilemma

“Risk on” e “Risk off” sono le due situazioni centrali sui mercati finanziari: la prima terminologia indica la circostanza in cui c’è “appetito” per il rischio, dove gli investitori, spinti dall’ottimismo e dalla positività, sono alla ricerca di rendimenti elevati, e dunque sui mercati azionari si registra un aumento della pressione rialzista. Con il termine risk off si indica invece la diversa condizione caratterizzata dalla presenza di forti tensioni (economiche, politiche, finanziarie) che determinano a loro volta il tipico fenomeno del “flight to quality”, ossia uno spostamento della liquidità verso le attività che presentano un basso profilo di rischio, il che provoca sui mercati azionari brusche ondate ribassiste.

Seppure da inizio anno gli asset maggiormente rischiosi abbiano offerto performances migliori (azioni, high yield ecc.), i principali indicatori economici non sono assolutamente incoraggianti ed anzi, danno indicazioni di prudenza.

A scompaginare nuovamente la situazione sono stati anche recenti interventi di stimolo delle Banche Centrali, necessari per dare un nuovo impulso all’economia ed in particolare agli asset rischiosi, ormai l’unica alternativa ai tassi negativi della maggioranza delle obbligazioni. La situazione, benché risulti di apparente tranquillità, è più complessa di quello che sembra, e in quest’ottica ritengo che la gestione attiva sia fondamentale per riuscire a passare velocemente da risk off a risk on e viceversa.

Appare come sempre utile ricorrere ad un buon gestore che sia in grado di cogliere velocemente un mercato sempre più volubile, senza dimenticare poi l’evento che si prospetta nel prossimo anno, e che certamente avrà delle importanti ricadute anche sui mercati, le elezioni americane.

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