Cresce l’attenzione verso le tematiche ESG

La sigla ESG sta per Environmental, Social and Governance (ambiente, sociale e governance), un concetto ormai affermatosi nel settore finanziario come base per giudicare la sostenibilità degli investimenti. L’integrazione dei criteri ESG può migliorare il profilo rischio/rendimento dei portafogli, inoltre la prassi conferma che i criteri ESG sono caratteri distintivi della qualità di un’azienda nel lungo periodo: le imprese risultano in generale meglio gestite, più sostenibili, orientate al futuro, meglio attrezzate per affrontare le crisi, oltre a raggiungere in media performance migliori delle loro concorrenti.

Attualmente, nel mondo gli investimenti ESG valgono 30,7 trilioni di dollari, più di un terzo del Pil globale, e il dato conferma peraltro una consolidata tendenza alla crescita: +34% rispetto alla cifra diffusa due anni fa (22.900 miliardi di dollari).

Occorre però prestare attenzione perché nel complesso delle operazioni sostenibili non mancano scelte controverse capaci di attirare le immancabili accuse di “greenwashing”; con questo termine si indica la strategia di comunicazione di certe imprese od organizzazioni finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’ impatto ambientale, allo scopo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti.

Il problema essenzialmente sta nel fatto che mancano standard comuni di riferimento in grado di misurare, analizzare e comunicare la performance ambientale, sociale e di governance, ed in questo contesto, gli incentivi al greenwashing da parte dei manager sono sempre più forti.

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