Occorre reagire di fronte all’instabilità

Come la salute, anche l’economia, come più volte si è ribadito, risente degli effetti del Covid 19, anzi, proprio l’economia è uno dei pazienti più gravi. Se il quadro dei contagiati a livello internazionale dovesse, come è probabile, aumentare, a luglio potrebbe registrarsi una recessione a livello mondiale, con un effetto immediato sulle catene di rifornimento e perdite sui bilanci di imprese e famiglie. Per cercare di contenere quest’emergenza, le banche centrali potrebbero riformulare le domande e Inevitabilmente si dovranno rivedere le politiche fiscali. In questo ultimo scenario, comunque, per l’Italia la recessione sarebbe grave e duratura.

Ci troviamo, in buona sostanza, in una fase di grave instabilità, e come in ogni altro periodo di ribasso, l’istinto naturale dell’investitore medio è quello di scappare. L’emotività porta a compiere scelte affrettate, quando invece con un atteggiamento più distaccato e razionale sarebbe ancora possibile realizzare investimenti intelligenti. Occorre infatti tenere bene a mente che se l’instabilità è una fase ciclica dell’andamento dei mercati, proprio in quanto ciclica, è destinata a finire, superata da una successiva fase di crescita, spesso culminante in un vero e proprio picco di mercato.
Questo, almeno, è quello che ci insegna la storia.

Del resto, sembra che i mercati di tutto il mondo stiano tentando di reagire con forza alla grave crisi che ci sta travolgendo, anche grazie all’appoggio dei Governi; da ultima l’amministrazione Trump e il Congresso stanno cercando di predisporre un piano di stimoli da 800 miliardi di dollari.

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