La transizione non ha ancora espresso il suo potenziale?

L’economia sta cambiando, e con essa, anche le aziende e gli investitori. Oggi più che mai investire e adottare strategie che intercettano la strada verso la sostenibilità non è più una scelta, ma una necessità.

Sicuramente il premio alla sostenibilità non è ancora prezzato sui mercati e muoverà le performance solo di chi saprà evolversi davvero.
Da recenti studi, ormai quasi il 50% degli italiani è consapevole del legame tra rendimenti e investimenti sostenibili.

In questo contesto ci sono ancora molte opportunità di valore, soprattutto per le società che sapranno intercettare la transizione.
Sta avvenendo una forte riallocazione di capitale ed è previsto che l’allocazione dei capitali verso investimenti sostenibili nei prossimi cinque anni raddoppierà: siamo nel mezzo di una vera e propria trasformazione strutturale dell’economia.

Questa trasformazione/ rimodellamento dell’economia porterà cambiamenti profondi e forti implicazioni nelle aziende e nei portafogli degli investitori.
L’obbiettivo della sostenibilità presuppone un forte impegno finanziario, ma non solo, ad esempio pensiamo al nostro parco, ai veicoli pubblici e privati, agli impatti sull’economia reale e sulle nostre vite.
Ritengo che il potenziale correlato alla transizione energetica non abbia ancora espresso a pieno il proprio potenziale in termini di valutazioni di mercato.
Risulta quindi fondamentale che gli investitori debbano necessariamente avere nel proprio portafoglio delle strategie che possano intercettare questa enorme opportunità.
Sul fronte aziende, ritengo che la grande sfida, a mio avviso, sia quella di rendere misurabile l’impatto reale delle loro azioni sostenibili.

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