Possiamo ancora permetterci di non pianificare?

Investire in uno scenario in continua evoluzione come quello attuale significa prepararsi ed essere in grado di affrontare i cambiamenti: pianificare non è più una scelta, ma diventa una necessità.

Nelle ultime settimane, ci stiamo rendendo conto del seguente scenario:
• l’inflazione corre vicino al 5% in Europa (in Italia vicino al 4%) con particolare rilievo per alcuni settori e per le materie prime con conseguente scarsità di forniture;
• i rendimenti dei classici strumenti di risparmio, obbligazioni e libretti di risparmio rasentano lo 0% e il possibile rialzo dei tassi in prospettiva si potrebbe girare con rendimenti negativi;
• i mercati azionari sono ai massimi, tranne in alcune aree del mondo (come Asia e altri paesi emergenti)

La mia riflessione parte da coloro che perseverano nel lasciare i propri risparmi sul proprio conto corrente “perché non si sa mai”.

Negli ultimi anni si è generato un gap tra chi ha deciso di investire e chi ha lasciato i propri soldi sul conto; questo, a sua volta, ha conseguito un arricchimento di chi ha fatto una pianificazione e un impoverimento di chi si ostina a lasciare la liquidità inutilizzata per paura, pigrizia o mancanza di conoscenze sul tema.

Poco tempo fa questo immobilismo costava 1,5/2% di inflazione annua, oggi la questione cambia prospettiva: possiamo permetterci di perdere ben il 4% all’anno per non decidere?

Così come ci rivolgiamo ad un fiscalista per la dichiarazione dei redditi, dovremmo affidarci ad un consulente finanziario per capire come non danneggiare in maniera drammatica la propria famiglia.

Investire significa stabilire una pianificazione personale che permetta a te e alla tua famiglia di raggiungere agevolmente i vostri obiettivi di vita.

In vista del Natale e dell’anno nuovo, ritengo che tra i buoni propositi ci sia quello di affidarsi ad un consulente per una gestione professionale di un mercato sempre più complesso.

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