Verso l’Earth Day 2022: a che punto siamo?

Siamo nel mese della Giornata mondiale della Terra: mai come oggi tutti abbiamo il dovere – e la necessità – di essere consapevoli delle conseguenze a cui andremo incontro se non agiamo fin da subito. Le componenti ambientali, economiche e sociali della sostenibilità non vanno intese come separate, anzi sono interesse tra loro e solo raggiungendo i traguardi prefissati dall’Agenda 2030 possiamo davvero cambiare il nostro futuro.

La prima grande manifestazione di protesta in difesa dell’ambiente risale al 22 Aprile 1970 e, da quella data, sono nati numerosi movimenti ambientalisti. Tuttavia, negli anni abbiamo accantonato e sottovalutato la questione sviluppo sostenibile.
Il 22 aprile è una data importante in quanto è la giornata mondiale della Terra, che celebriamo tutt’oggi.

In questi anni la popolazione è diventata più consapevole, soprattutto le generazioni più giovani, di quello che stiamo perdendo ed è quindi il momento di riprenderci il futuro.
Tra le richieste fatte alle istituzioni mondiali c’è quella dell’eliminazione del fossile a livello globale entro il 2050: affinché si produca un vero cambiamento, la transizione energetica deve essere effettuata su scala globale.
Se restassimo a guardare, nel 2050 avremo una temperatura globale più alta di circa 2° C, ci sarà più plastica che pesci negli oceani, metà dei ghiacciai scompariranno, il livello dei mari sarà sempre più alto e anche noi faremo fatica a sopravvivere in tali condizioni. È quindi il momento di agire.

La sostenibilità va declinata in tre componenti diverse:
• Sostenibilità ambientale
• Sostenibilità economica
• Sostenibilità sociale

I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sono una serie di obiettivi interconnessi definiti dall’organizzazione delle Nazioni Unite al fine di ottenere un futuro migliore e sostenibile per tutti: sono conosciuti anche come Agenda 2030, un documento ratificato nel 2015 da tutti i Paesi membri che possono quindi costruire una strategia che ci conduca a uno sviluppo sostenibile ambientale, economico e sociale.

A livello ambientale, uno dei goal più importanti è sicuramente il numero 13 che promuove la lotta ai cambiamenti climatici i cui effetti non sono più silenziosi né opinabili, ma ormai evidenti. Siamo già in deficit: consumiamo più di quanto produciamo.

Le strategie in campo sono sostanzialmente due:
• Di adattamento (resilienza): interventi atti a ridurre i danni già prodotti, di prevenzione e gestione dei rischi ambientali
• Di mitigazione: mirano a ridurre o eliminare le fonti inquinanti, come il processo di decarbonizzazione

Per quanto riguarda la sostenibilità economica, una strategia molto valida è rappresentata dall’economia circolare: si tratta di un sistema in cui i valori dei prodotti e dei materiali si mantengono il più a lungo possibile e in cui i rifiuti e l’utilizzo delle risorse sono minimizzati; quando il prodotto ha terminato il suo ciclo vitale, le sue risorse vengono mantenute nell’economia al fine di riutilizzarle in altro modo e ricreare valore.
L’economia circolare si propone quindi di ripensare a valle e a monte l’intero ciclo produttivo per ridurre gli sprechi e dare nova vita a ciò che chiamiamo rifiuto, portando vantaggi non solo ambientali ma anche economici. Sarà una grande alleata per il raggiungimento di maggiore sostenibilità.

La sostenibilità sociale rimane sempre un po’ in ombra rispetto alle prime due componenti.
Eppure, mai come ora bisogna parlarne: abbiamo da un lato il generation gap, con i giovani che si troveranno a vivere in un contesto di opportunità, di condizioni sanitarie, ambientali ed economiche in diminuzione; dall’altro lato, abbiamo crisi climatiche ed economiche che provocano migrazioni forzate verso i Paesi più sviluppati che dal canto loro si trovano a vivere un grande squilibrio demografico con un evidente invecchiamento della popolazione e una diminuzione della manodopera. Creare un ambiente di lavoro rispettoso delle unicità di ciascuno è l’unico modo per creare una società libera che garantisca gli stessi diritti a tutti; valorizzare la diversità e promuovere l’inclusione significa incoraggiare ognuno ad esprimere le proprie qualità ed esperienze affinché ognuno dia il proprio contributo.
Un altro mezzo importante nell’ambito della sostenibilità è la digitalizzazione, su cui io stesso punto molto. Si tratta di una modalità di lavoro che permette di produrre molti meno documenti cartacei risparmiando così carta ed emissioni.
Grazie alla digital transformation, molte attività stanno convertendo il proprio modo di lavorare, potendo conservare i dati in formato digitale, un metodo più comodo da consultare e preciso. L’accesso può essere fatto ovunque e in qualunque momento.

Ecco, quindi, che digitalizzare un’azienda significa dare valore aggiunto alle informazioni e ai processi gestiti da un sistema unico e condiviso fra più utenti. Tuttavia, per l’Italia, ci vorrà tempo per raggiungere il livello di digitalizzazione di altri Paesi.

Ogni singolo cittadino può dare il proprio contributo alla causa, non c’è più tempo di aspettare, dobbiamo agire già da ora.

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