Italiani, popolo di risparmiatori

È passata ormai da un mese la giornata mondiale del risparmio, celebrata a Roma il 31 ottobre scorso, e da quell’occasione possono trarsi alcune interessanti considerazioni rispetto all’atteggiamenti degli italiani, in confronto al resto della popolazione europea, rispetto alla tematica del risparmio.

Il quinto Rapporto Consob sugli investimenti delle famiglie, pubblicato pochi giorni fa, ci informa che la ricchezza netta degli italiani, rispetto al reddito disponibile, è superiore a quella dell’Eurozona e il tasso di risparmio lordo domestico (circa 10%) è in salita per la prima volta dal 2014. Le considerazioni del Rapporto riecheggiano i risultati del sondaggio Ipsos-Acri di fine ottobre: siamo più vecchi e più diffidenti verso gli investimenti finanziari, emerge infatti un sentimento di pessimismo circa l’andamento dell’economia, ma al contempo gli italiani si ritengono comunque soddisfatti per la propria situazione economica.

Migliora quindi la capacità di risparmio cui si affianca una maggiore rilassatezza nei consumi; l’incremento maggiore si ha per telefonia e internet e per i farmaci, proprio a conferma del fatto che l’Italia è il paese con più anziani al mondo. I temi sociali e ambientali sono sullo stesso piano: si percepiscono le contraddizioni legate alla disuguaglianza, alle quali si affianca un’emergenza climatica (per il 59% le due emergenze hanno un uguale importanza), tuttavia sugli investimenti in un’economia più sostenibile resta forte la cautela. Non perde, invece, forza la predilezione degli italiani per la liquidità (63%), sia per indole, sia per l’intento di trovarsi più preparati in un contesto incerto, e pertanto il risparmio viene per lo più accumulato in liquidità, vuoi per una ridotta facilità di trovare un investimento ideale, vuoi per la diffidenza verso norme ed istituzioni che lo tutelano (60% ritiene non sia adeguatamente tutelato).

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