Questa paventata epidemia può considerarsi un cigno nero?

Si è parlato di frequente, in questi ultimi giorni, di cigno nero per l’economia, ma di cosa si tratta precisamente?

Volendo semplificare, il cigno nero è una metafora che indica un evento non previsto, con effetti rilevanti e che a posteriori viene razionalizzato in modo inappropriato, finendo per venire giudicato come prevedibile. Più nel dettaglio, le caratteristiche di un siffatto evento sono appunto l’imprevedibilità, la rarità, e il grande impatto che genera nella realtà per come la conosciamo. Trattasi, in definitiva, di una teoria che è stata sviluppata per spiegare il ruolo sproporzionato di eventi come ora descritti rispetto alle aspettative nell’ambito di storia, scienza, finanza e tecnologia.

Spostandoci sul piano dell’attualità, e per quanto riguarda l’elemento dell’imprevedibilità in particolare, era ampiamente prevedibile che il virus cinese si estendesse rapidamente, considerato l’elevato livello della moderna globalizzazione. Ci sarebbe da discutere, al limite, se lo si può considerare come un evento raro, tenuto conto dei non certo lontani episodi di Sars ed ebola.
Sicuramente può sembrare un evento di grandi dimensioni, ma se lo confrontiamo con le cifre della classica influenza, tutto appare infine molto ridimensionato.

E per quanto riguarda la capacità di modificare la realtà come la conosciamo, ritengo utile sottolineare come ormai i driver dell’economia appartengano al mondo del digital, e questa crisi potrebbe proprio dare una grande spinta alla digitalizzazione dell’economia stessa, pertanto non credo che modificherà la realtà, o meglio, credo che la potenzierà.

In ultima analisi, dopo aver sentito in settimana le considerazioni di molti gestori sul tema, valuto questa situazione, per quanto limitante e spiacevole per la vita quotidiana, una grande opportunità per chi, a livello tattico, volesse fare dei versamenti aggiuntivi sulle asset class azionarie all’interno della propria personale pianificazione finanziaria.

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