Evitare il rischio spread

In questi giorni si sente sempre parlare di spread, ma di cosa si tratta esattamente? Lo spread è una parola inglese propria del linguaggio politico o finanziario (“difference in price between related securities”) utilizzata per indicare la differenza di rendimento tra titoli di stato italiani e tedeschi, esso rappresenta il differenziale tra un titolo del debito pubblico di un paese dell’eurozona (per noi il Btp a 10 anni) e il suo omologo tedesco Bund a 10 anni (benchmark), se la differenza di rendimento sale dello 0,01 percento vuol dire che lo spread aumenta di 1 punto base. In questi giorni abbiamo visto allargarsi il differenziale fino a circa 220 punti base, il che significa che il rischio paese è aumentato, ossia la capacità dello Stato di pagare le cedole dei nostri BOT e BTP, e di conseguenza di restituire il capitale a scadenza. Tanto per tornare indietro, nel 2011 lo spread raggiunse i 575 punti base: eravamo in pieno rischio default, se aumenta il differenziale vuol dire che i mercati ritengono meno affidabile uno Stato rispetto a un altro nella restituzione del debito.

Considerate che siamo ancora in fase di QE (quantitative easing, allentamento quantitativo), ovvero una fase in cui la Banca Centrale Europea negli ultimi anni ha continuato a comprare i titoli del debito italiano e, seppure in maniera ridotta, andrà avanti a farlo fino a settembre, ma finché un paese non avrà un programma di solide riforme, supportato da concrete coperture, sarà sempre più difficile piazzare i propri titoli del debito. Se dovessi infatti possedere dei Btp nel mio portafoglio mi si presenterebbe un problema perché con l’aumento dello spread di 100 punti base il corso dei miei Btp a 10 anni scenderà di circa il 9,10%, e se lo spread dovesse aumentare di 150 punti base, il Btp a 10 anni scenderà del 13,60%, così come il Btp a 30 anni scenderà del 28,60%.

Al di là delle considerazioni politiche, che mi astengo dal fare, se avete dei Btp in portafoglio consiglio dunque di rivolgersi al vs. consulente finanziario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *