Conti deposito: ecco le alternative per il 2019

Nell’ultimo periodo la maggior parte delle piccole banche si sta dando battaglia sui conti deposito vincolati a 24 mesi, ma si tratta di una vera e propria battaglia dei poveri, e ora vi spiego perché.

Innanzitutto, se andiamo a vincolare i nostri soldi non gestiamo la liquidità ma andiamo appunto a vincolarla, il che evidentemente è un controsenso, ma aldilà di questo, un obbiettivo di rendimento pari al massimo all’1% significa certezza di perdere in un contesto dove l’inflazione reale è sempre più vicina al 2%.

Per molte banche dunque, l’unico modo di raccogliere un po’ di liquidità è vendere un rendimento apparente che in realtà costituisce una perdita.

Certo la colpa non è solo delle Banche, ma in un certo senso anche dei clienti, che non riuscendo a comprendere temi ampiamente dibattuti come l’orizzonte temporale e il concetto di rischio, si devono ridurre a garantirsi una perdita in conto capitale.

Mi permetterei di consigliare a chi ancora oggi destina i propri risparmi ad un conto deposito di fare due chiacchiere con un consulente finanziario, per cercare di uscire dalla trappola del rendimento apparente e cercare di fare un passo verso una moderna pianificazione, capace di ottenere dei risultati nel medio lungo termine evitando di erodere il proprio patrimonio.

Per avere un rendimento positivo bisogna depurare dal rendimento nominale l’inflazione; pensateci quando vi offrono un conto deposito.

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