Acqua: una risorsa anche economica

Pensiamo infatti alle prospettive evolutive del quadro demografico nelle economie emergenti: si prevede, da qui ai prossimi 30 anni, che circa 350 milioni di persone in Cina si sposteranno dalle zone rurali alle grandi città. Questo fenomeno migratorio interno avrà certamente delle imponenti ricadute sulla politica nazionale, la quale si troverà a dover far fronte a nuovi investimenti per predisporre infrastrutture adeguate. Ad oggi si registra un forte squilibrio tra domanda e offerta di acqua in ogni parte del mondo, e si tratta di uno squilibrio da non sottovalutare in quanto la spesa per la suddetta risorsa è quantomeno inevitabile, anche sotto il profilo della produttività di un paese: senza acqua non può esserci attività economica di alcun genere.

Perdere una risorsa vitale come l’acqua è dunque il rischio più grande che il Pianeta corre a causa dei cambiamenti climatici, la dimensione del problema è enorme: 1,5 miliardi di persone vivono già oggi in aree colpite dalla scarsità dell’acqua. Per risolvere l’emergenza della gestione dell’acqua, la tecnologia e i Big Data sono uno dei modi più promettenti per affrontare la sfida grazie ai progressi in settori quali intelligenza artificiale e internet delle cose; questa è la vera scelta di investimento disruptive.

Cosa si intende per disruption? La disruption ha principalmente a che fare con innovazioni dirompenti. Può essere un prodotto, un servizio, un’idea o un processo più semplice, più rapido, più efficiente e spesso meno costoso che dovrebbe trasformare profondamente un settore esistente o crearne uno nuovo e in ogni caso cambiare l’ordine stabilito e raggiungere un vasto pubblico. Le società disruptive sono in grado di innovare, reinventarsi e sfidare i modelli di business esistenti, indipendentemente dal settore in cui operano.

La domanda di soluzioni intelligenti legate all’acqua rappresenta quindi un’enorme opportunità di mercato, soprattutto alla luce di una recente relazione del Global Compact dell’ONU, che stima come il mercato definito “smart water” possa valere 20,1 miliardi di dollari entro il 2021.

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