Quale strada intraprenderanno i mercati?

Sulla scia di quanto espresso al precedente post, i mercati finanziari sono ormai in prossimità di un bivio dove sentiment e posizionamento degli investitori potrebbero prendere strade divergenti.

Secondo l’American Association of Individual Investors (AAII), la percentuale di investitori “orsi” resta ancora appena inferiore al 50%. Il timore di una seconda ondata di coronavirus è sempre presente, anche fra i gestori di fondi il rischio principale per il mondo degli investimenti rimane quello di un risveglio del virus e una ripresa dei contagi di Covid-19 nel mondo, e i mercati più sensibili a un eventuale nuovo contagio sono proprio quelli azionari. Ciononostante, la percentuale di gestori che hanno paura di una recessione prolungata è diminuita, passando dal 93% di aprile al 46% di giugno.

Al contempo, i flussi di capitale netti misurati dal provider di dati EPFR indicano un netto incremento della propensione al rischio. Fino a prova contraria, e in linea generale, chi investe in azioni continuerà probabilmente a mantenere l’atteggiamento ‘risk-on’, soprattutto alla luce della stabilizzazione del prezzo del greggio e della distensione sui mercati del credito. In definitiva, la graduale rimozione delle misure di contenimento lascia margine alla speculazione.

Dunque, anche se tutto sembra propendere per un’accelerazione della ripresa economica trainata da ingenti stimoli monetari e fiscali, è consigliabile mantenere la calma. Anche la costante guerra commerciale tra Cina e USA (soprattutto in vista delle prossime elezioni presidenziali americane) potrebbe essere fonte di maggiore volatilità.

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